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Pescocostanzo si trova nella regione degli Altipiani Maggiori d’Abruzzo, tra immensi e silenziosi pascoli che sono alla base dell’insediamento umano e dello sviluppo dei centri sorti in questi luoghi. Centro di antica origine e luogo di intensa civiltà, ha un eccezionale patrimonio di monumenti rinascimentali e barocchi a testimonianza della straordinaria vicenda artistica e culturale che sviluppò soprattutto tra il 1440 e 1700. La lavorazione del merletto a tombolo, quella della filigrana e del ferro battuto, rappresentano un punto di forza dell’offerta artigianale locale. Pescocostanzo in un ambiente naturalistico eccezionale è la proposta di una vacanza, estiva ed invernale. |
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Navelli Navelli si trova a ridosso di una vasta e bellissima conca da cui, alcuni affermano, prende anche il nome (infatti nava vuol dire conca). A detta di altri, invece, sarebbe nato nel periodo Longobardo con il nome di "Novelli", per i nove borghi che erano presenti nella pianura. Moltissimi abitanti di Novelli partirono con le spedizioni in Terra Santa e al loro ritorno, vollero celebrare l'evento inserendo nello stemma la nave con la banderuola e cambiando il nome in Navelli. Navelli mantiene intatto il suo impianto medievale e le strette strade a cordonata ai lati delle quali si innalzano verso il bel palazzo castellato (palazzo Santucci) tardo-rinascimentale che domina il paese e la piana. Le sue origini sono pre-romane e, per via della sua posizione, è sempre stato un importante centro economico e commerciale, famoso soprattutto per lo zafferano. Il frutto, ricavato dal pistillo del fiore, viene usato da almeno 3500 anni in farmacologia ed in cucina; ha conosciuto, nella sua storia, alterne fortune, ma da sempre è un punto di riferimento, quasi un oggetto d'amore, per le genti della piana. |
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Castel di Sangro
Castel di Sangro,
posto a 800 metri sul livello del mare, è considerato il comune
principale del comprensorio dell'Alto Sangro e dell'Altopiano delle
Cinquemiglia. La caratteristica della zona, con gli altipiani maggiori,
le vette che superano i 2.000 metri, il fiume Sangro, la |
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Sulmona Gli antichi scrittori, tra i quali Ovidio e Silio Italico, concordano sulla remota orgine di Sulmona, ricollegabile alla distruzione di Troia. Il nome della città, infatti, deriverebbe da Solimo, uno dei compagni di Enea. Le prime notizie storiche, però, ci giungono da Tito Livio che cita l'oppidum italico e narra come la città, nonostante le battaglie perse del Trasimeno e di Canne, rimase fedele a Roma chiudendo le proprie porte ad Annibale. Sulmona è ricca di chiese e monumenti e palazzi da vedere e di tradizioni ancora vive come ad esempio l'antica Giostra Cavalleresca. Questa risale agli Svevi e fu molto in voga al tempo degli Aragonesi. Poi intorno alla metà del '600 la mancanza e la "disapplicazione" dei cavalieri costrinse la città a dismettere la manifestazione, che a quei tempi si svolgeva per ben due volte nell'arco dell'anno. Fortunatamente, nel 1995, la Giostra è rinata e il successo è stato clamoroso e oltre alla classica gara si organizza una Giostra Europea che ha visto impegnate città venute da diversi paesi europei. |
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Pratola Peligna
Era
denominata soltanto Pratola fino al 1863, quando le si aggiunse il
termine di Peligna, rendendo manifesto il suo legame con le popolazioni
dell'antica civiltà italica. La più antica testimonianza di vita
rinvenuta nel territorio pratolano risale all'epoca preistorica: si
tratta dei resti di un mammut, del tutto simili a quelli ritrovati nel
territorio aquilano. Molti secoli dopo compaiono le tracce dell'uomo,
che si insediò stabilmente nella zona dell'attuale paese peligno, come
testimoniano i numerosi ritrovamenti di tombe ed epigrafi databili al
periodo romano. Poco conosciuto ma importantissimo, il ritrovamento |
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BARREA L’antica Barregias sorse quando nella zona fu costruita l’abbazia benedettina di S. Angelo che risale al VIII sec. Feudo dei Sangro che legarono il loro nome al castello posto in posizione dominante ed inespugnabile, passò poi sotto i D’Affitto. Nei dintorni dell’abitato sono state rinvenute tombe sannitiche che attestano la frequentazione del sito anche nella fase italica. L’abitato domina da uno sperone di roccia le sponde del lago omonimo. Del castello risalente all’ XIII secolo sono rimasti pochi tratti della torre cintata. Tra le attrattive di interesse artistico meritano particolare attenzione la chiesa di S. Tommaso, dall’interno barocco con altari marmorei, la chiesa di S. Rocco e la chiesa di S.Maria della Baia. Intorno all’abitato sono visibili i resti della necropoli sannita. |
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CAMPO DI GIOVE Collocato lungo la strada che collegava la Sabina con il Sannio, il paese vanta antiche origini testimoniate dalla stessa toponomastica. Il borgo risulta citato in un documento del XI secolo. Nel XIV appartenne ai Cantelmo e successivamente passo’ sotto i Caldora, i Belprato, i Pignatelli e i Recupito. Conserva ancora il suo nucleo antico, con abitazioni caratterizzate da particolari architettonici interessanti, come le finestre. Spiccano alcune case antiche di notevole bellezza come Casa Quaranta del quattrocento e palazzo Nanni, ristrutturato nel Settecento. |
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CANSANO Il rinvenimento di numerosi reperti archeologici attesta la frequentazione dell’abitato già in epoca preromana. Situato al margine sud-orientale della conca di Sulmona, il paese di origini medievali, subì il controllo da parte di diversi signori tra i quali gli Acquaviva e i Cantelmo. Fino al 1904 fu frazione di Campo di Giove. Dell’antica struttura il paese conserva ancora qualche traccia, ma il borgo fortificato, il centro storico, è stato quasi del tutto abbandonato. Spiccano i resti del castello oggi restaurato, uno dei più importanti, posti in posizione strategica sulla valle peligna. |
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CARAMANICO TERME L’etimologia del nome Caramanico viene ricondotta da alcuni studiosi a Caro Monaco, un parente di Carlo Magno, riconosciuto come fondatore. Da altri viene stabilito il collegamento con “arimannia”, luogo di raccolta degli arimanni, uomini liberi longobardi. La cittadina raggiunse il suo massimo sviluppo nei sec XIV-XV, quando fu feudo dei D’Aquino. Risalgono a questo periodo i monumenti più significativi del centro. Dalla fine del secolo scorso le acque minerali hanno reso famosa Caramanico, divenuta oggi una frequentata stazione termale, rinomata a livello nazionale. In omaggio alle terme, dal 1960 il paese ha assunto il nome di Caramanico Terme. |
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CIVITELLA ALFEDENA Posto nella Alta Valle del Sangro, prospiciente il lago di Barrea,l’abitato conserva ancora una torre medievale e la parrocchiale di S. Nicola con un coro ligneo barocco e affreschi. Nel territorio del paese si trovanole Riserve Naturali Orientate "Colle Licco" e "Feudo Intramonti", popolate dalle specie più importanti del parco. Nella vicina riserva integrale della Camosciara si possono avvistare lupi, cervi, cinghiali e camosci. |
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CORFINIO La sua collocazione nella valle peligna, in posizione collinare, garantisce all’abitato uno sfondo paesaggistico particolarmente suggestivo. Le tracce del municipio romano si leggono nell’assetto urbanistico del centro, soprattutto nella piazza principale che conserva la forma di un anfiteatro sulla cui base è stata disposta. Poco fuori dell’abitato emergono strutture pertinenti a monumenti funerari e agli antichi edifici abitativi. Gli scavi archeologici, recentemente ultimati hanno restituito al centro una porzione della sua grandezza nel periodo italico. Tra gli edifici di Pentima, meritano attenzione S. Pelino e S. Alessandro, che costituiscono il complesso della Basilica Valvense di grande importanza per la storia del romanico in Abruzzo. All’interno si conservano opere di notevole pregio come lo splendido coro ligneo opera di Ferdinando Mosca da Pescocostanzo (1738) e l’ambone del XII secolo, opera delle stesse maestranze che eseguirono quello di S. Clemente a Casauria. |
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GAMBERALE Il paese di origine medievale compare per la prima volta in documenti del XII secolo. Fu feudo di Raimondo de Anichino e passò sotto i Crispano. Nel secolo XVIII divenne possedimento della signoria Mascitelli di Atessa. Il paese che domina sugli speroni rocciosi del Monte S. Antonio, lungo la valle del Sangro ha una struttura tipica del periodo medievale. Le abitazioni sono accentrate intorno al castello che ha un impianto originario risalente al XIII secolo, mentre le ultime trasformazioni si datano al XVIII sec. Nelle vicinanze del paese, tra faggeti, abetaie e querceti troviamo il lago di Gamberale. |
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GUARDIAGRELE La parte più antica dell’abitato risale alla fase preistorica, attestata dalla presenza di insediamenti portati alla luce nei recenti scavi di Caprafico e Comino. Non mancano testimonianze del periodo romano che documentano la continuità dell’ occupazione del sito anche nei primi secoli dopo Cristo. Il più prestigioso monumento è la chiesa di S. Maria Maggiore, con facciata realizzata con la pietra della Majella (d’Annunzio chiama Guardiagrele “città di pietra” nel Trionfo della Morte), quasi completamente occupata dal campanile quadrangolare del XII sec., alla cui base si apre un portale ogivale. All’interno è conseravato un pulpito di noce intagliato, un affresco del Delitio ed il tesoro che si fregia del capolavoro di Nicola da Guardiagrele: la croce realizzata nel 1431. |
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L’AQUILA Capoluogo di regione, L’Aquila conserva e propone la testimonianza del suo tessuto storico nelle opere d’arte. Tra i monumenti religiosi numerose sono le chiese, mentre il Castello, i palazzi rinascimentali e quelli del periodo barocco, rappresentano l’architettura civile, cui si armonizzano le piazze, e le fontane. Il Castello fu edificato sui resti di una piccola fortezza nel 1529 per volere del vicerè Pedro di Toledo. Perfettamente conservato con le sue torri angolari, il fossato, lo stemmma all’ingresso, il Castello è oggi sede del Museo Nazionale D’Abruzzo suddiviso nelle varie sezioni (paleontologia, archeologia, medievale, rinascimentale, barocca, oreficeria, ceramica, arte moderna e contemporanea). Numerosi sono i palazzi dislocati lungo le vie del centro storico: dal Palazzo Franchi Cappelli, attribuito a Francesco Fontana, al Palazzo Carli, Casa Vicentini, palazzo Quinzi, palazzo Dragonetti, palazzo di Margherita d’Austria, palazzo Centi, palazzo Camponeschi, databili intorno al XVI-XVII sec. Numerose sono le fontane che adornano le piazze della città ma per importanza spiccala Fontana delle 99 cannelle così chiamata per la presenza di 99 maschere dalle quali sgorga l’acqua, a ricordo dei 99 castelli che edificarono la città. Famosa è anche la moderna fontana luminosa. Tra gli edifici religiosi, numerose sono le chiese che testimoniano una notevole valenza storico artistica della città: il Duomo, dedicato a S. Massimo, fu edificato nel XIII secolo, con facciata neoclassicadisegnata da Giovanni battista Benedetti; la chiesa del suffragio di Lorenzo Bucci da Pescocostanzo in stile borromiano, con tele di Teofilo patini, S. Bernardino datata al XV secolo, con interno barocco a croce latina atre navate con cappelle lateralie numerose tele del XVI-XVII secolo; S. Maria di Collemaggio, che custodisce le spoglie di Celestino V e che possiede la Porta Santa, l’unica fuori Roma, dove ogni anno è possibile lucrare l’indulgenza, in occasione della Perdonanza; al XIII sec. risale la chiesa in stile romanico di S. Maria Paganica, al XIII sec. si data invece S. Giusta. |
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OPI Nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, in uno spettacolare anfiteatro naturale formato da montagne, ricoperte di boschi, conserva ancora i caratteri di borgo medievale. Interessante l'edificio seicentesco che ospita il Municipio, con a fianco la cappella barocca di S. Giovanni Battista e all'interno un altare marmoreo; da vedere, la possente, medievale torre campanaria della parrocchiale di S. Maria Assunta, edificata intorno al XII secolo, ma poi completamente ricostruita. |
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PACENTRO Caratteristico centro medievale, sorge sul sito che fu di Pacino, antico centro dei Peligni. Il paese è appollaiato, come un grande uccello, su una collina alle pendici del monte Morrone, da molti ritenuta montagna sacra, in quanto ritiro di San Pietro da Morrone, papa con il nome di Celestino V, che vi fondò chiese e monasteri, oggi testimonianza del vasto movimento storico-religioso e culturale, ispirato alla sua figura. La parte più antica del paese si snoda arroccata intorno al castello medievale, grandiosa struttura di cui sono state recentemente ristrutturate le due torri, visitabili. Le strade in pietra, i vignali, i porticati, i palazzi dai fregi rinascimentali, danno vita ai suggestivi scorci del centro storico, tra i meglio conservati d’Abruzzo. Qui si trovano un’artistica fontana del 1600, anticamente adibita a urna sepolcrale, la parrocchia di S. Maria Maggiore (tardo 1500), adorna di un ricco pulpito ligneo barocco e, non distante, il palazzo comunale. Il paese è noto anche per avere dato i natali ai genitori della rock-star Madonna . |
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PESCASSEROLI Il nome del paese sembra derivare da Pesculum, roccia sporgente, e da ad Sarolum, presso il Sangro, alle cui sorgenti è posto il nucleo originario dell'abitato, ai piedi dello sperone roccioso, sul quale si ergeva "Castel Mancino", i cui ruderi affiorano ancora oggi tra una fitta vegetazione. Resti di mura poligonali, rinvenuti in località Campo Mizzo, lasciano ipotizzare l'esistenza sul territorio, di un pagus. E’ ricordato anche come Paese natale di Benedetto Croce. Nel centro abitato, che conserva l'antica struttura, si trova l'ottocentesco palazzo Sipari, casa natale di Benedetto Croce; il monumento più significativo è la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo di fondazione medievale, con arredi lignei barocchi e una Madonna Incoronata (sec.XIII). Interessante anche il santuario della madonna di Monte Tranquillo, qui giunta da Foggia, intorno al dodicesimo secolo, durante la persecuzione iconoclasta. |
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PETTORANO SUL GIZIO L'antichissimo centro fortificato di colle Mitra, sul monte omonimo, può considerarsi il primo insediamento stabile del luogo; altri sorsero nelle vallate circostanti, in epoca romana, come testimoniano i resti di corredi tombali e iscrizioni, oltre ad un importante frammento epigrafico, unico trovato in Occidente, dell'Edictum de petriis, importante documento economico emanato dall'imperatore Diocleziano, nel 301 d.c., conservato attualmente da privati. Su una collina all'estremo sud della conca di Sulmona, circondato per tre lati dai monti, tra il fiume Gizio e il torrente Riaccio. L'antico abitato, architettonicamente interessante e con splendidi scorci paesistici, è dominato dal fortilizio medievale. |
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PIZZOFERRATO La sua origine viene ritenuta alto-medievale, ma del borgo si ha menzione solo a partire dal XII secolo; nel Catalogo dei Baroni (1150-1168) è ricordato come Pictum Ferratum. Divenne feudo di Raimondo Caldora nella prima metà del XV secolo; dei successivi feudatari ricordiamo i d'Aquino e i Monaco che ne furono baroni alla fine del Settecento. Denominato Terrazzo d'Abruzzo, per l'ubicazione su un picco calcareo, dominante la val di Sangro è circondato da monti e da faggete, in cui vivono l'orso bruno, il cinghiale , il lupo, la martora, la poiana, e rare specie di mammiferi e uccelli. Il borgo è dominato dai ruderi dell'antico castello e della chiesa di S. Nicola. |
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RIVISONDOLI Le prime notizie sul borgo risalgono al XII secolo. L’impianto urbanistico del paese è settecentesco, con una serie di costruzioni a schiera, realizzate utilizzando le ondulazioni, i piani, i dislivelli e le altre peculiarità del sito, in un gioco compositivo che dà luogo a una unità variegata e armonica di tetti, cornicioni, ballatoi, rientranze e sporgenze. Le stradine e le piazzette del centro storico sono impreziosite da alcuni austeri palazzi gentilizi, intorno ai quali si diffondono le case più semplici. |
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SANTO STEFANO DI SESSANIO Formatosi tra l'XI e il XII secolo, se ne ha una prima menzione alla fine del 1100. Intorno alla metà del secolo tredicesimo partecipò alla fondazione dell’Aquila e appartenne ai baroni Carapelle fino al sedicesimo secolo, quando divenne dominio dei Medici. Con l'estinzione di questa dinastia, nella prima metà del XVIII secolo, entrò a far parte del patrimonio privato del re di Napoli. Arroccato su un ripido pendio, a sud est del monte Bolza, con splendido panorama sulla valle del Tirino e del Pescara. L’alta quota, il silenzio e l’aspetto incantato del luogo danno ai visitatori la sensazione di essere proiettati fuori dal tempo. L’abitato, sotto il profilo architettonico, è uno dei centri storici più interessanti d’Abruzzo, con una originale struttura a fuso e strade a spirale; presenta inoltre i caratteri tipici del borgo medievale, dominato dall’emergenza della torre merlata, cilindrica (sec.XIV-XV), percorso da stradine strette e tortuose, interrotte da improvvise e ripide scalinate, dove si affacciano semplici case di pietra, annerite dal tempo, spesso quattrocentesche, e palazzetti rinascimentali, tipiche case a torre e palazzi, ornati da elementi architettonici di pregio. |
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SCANNO Ritrovamenti sporadici sul territorio hanno restituito elementi di corredi funerari risalenti all'età del ferro; resti di strutture murarie attestano la presenza di un insediamento romano in età imperiale. Dell'attuale abitato non si hanno notizie prima dell'XI secolo; nella seconda metà del secolo successivo il paese era feudo dei "di Sangro"; rimase proprietà di questa potente famiglia sino al tardo Duecento, quando per via ereditaria passò ai d'Aquino. Caratteristico è l'abitato antico, per le sue vie spesso gradonate, dalle quinte in pietra, illeggiadrite da capricciosi portaletti e da finestre settecentesche, che testimoniano il periodo di floridezza economica grazie all'attività armentaria.Fotografi illustri come Cartier-Bresson, Giacomelli, Scianna, ne hanno immortalato scorci e personaggi.
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TAGLIACOZZO Paese di origine altomedievale (secondo alcuni fondato dai Goti nel V secolo), famoso per aver dato il nome alla battaglia (1268 ) tra Carlo d'Angiò e Corradino di Svevia, presso Scurcola Marsicana, che segnò la fine della dinastia deg1i Hohenstaufen, ricordata da Dante nei versi della Commedia ”...e là da Tagliacozzo /dove senz’arme vinse il vecchio alardo" ( Inferno, Canto XXVII ). |
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VILLETTA BARREA Reperti rinvenuti nella grotta Graziani indicano che il suo territorio era già frequentato dall'uomo nell’età del bronzo. Resti di mura megalitiche presso Fonte della Regina e le tombe riemerse nella Piana di Decontra testimoniano la presenza di insediamenti stabili in epoca preromana. La zona fu interessata nell'alto Medioevo dalla colonizzazione dei monaci benedettini, che fondarono, nell'VIII secolo, l'abbazia di S. Angelo, distrutta dai Saraceni nel 937. Ai piedi del monte Mattone vicino al Lago di Barrea, all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo è noto centro turistico e base di partenza per numerose escursioni, circondato da una bellissima pineta, che arriva fino al Lago, caratteristica per la presenza di una rara varietà di pino nero. |