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Aree protette e Riserve naturali Tra parchi nazionali, oasi, riserve naturali istituite dalla Regione e dallo Stato, l’Abruzzo merita il titolo di cuore verde d’Italia. In nessun’altra parte del Paese, infatti, le aree protette occupano una porzione altrettanto importante del territorio. Scopo primario di parchi e riserve e' la tutela delle piante, degli animali, dei paesaggi. Le aree protette vogliono anche avvicinare alla natura tutte le persone cui la vita nelle grandi città nega spesso ogni rapporto con la natura. |
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Colle Licco e Feudo Intramonti Riserve nazionale All'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, sono comprese nel territorio comunale di Civitella Alfedena (Aq). La riserva di Colle Licco, di 95 ettari, e' stata istituita nel 1971 a tutela del selvaggio versante settentrionale del Monte Amaro di Opi. La riserva di Feudo Intramonti, istituita nel 1972, si estende su 908 ettari e tutela i selvaggi valloni del monte Marsicano. Nel territorio, dove l'accesso e' vietato, vivono stabilmente l'Orso bruno marsicano, il Lupo appenninico, il Capriolo ed il Cervo, sporadicamente il Camoscio. Nelle zone circostanti le due riserve nidifica l'Aquila reale mentre, all'interno dell'area protetta, fanno il loro nido il Falco pellegrino, l'Astore, la Poiana ed altri rapaci notturni. La vegetazione e’ varia: si passa dalle faggete ai boschi di Cerro, Acero di monte, Carpino nero, Frassino maggiore ed Orniello fino ai gialli grappoli del Maggiociondolo. |
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Lago di Pantaniello Riserve nazionale La riserva tutela un laghetto a 1.818 metri i quota. E’ situata nel territorio dei Comune di Barrea, in Alto Sangro. Il lago si estende, con profondita’ irregolare, all'interno della foresta di Chiarano-Sparvera. Questo fattore determina la varieta’ della distribuzione della flora e della fauna nel bacino. La riserva e’ popolata da rettili e anfibi, tra i quali il raro Gammarus lacustris, crostaceo relitto dell'era glaciale; piu’ comuni la Biscia dal collare, il Rospo comune, le Rane verdi ed il Tritone crestato. Unica specie ittica e’ la Tinca. La presenza di forme animali arcaiche testimonia l'origine tettonica risalente all'era glaciale. Vi sono anche numerose testimonianze dell'uomo preistorico che usava accamparsi sulle sponde del laghetto. La fauna e’ rappresentata dal Lupo, dall'Orso, dalla Lepre, dalla Volpe, dalla Martora, dalla Talpa romana e dal Topo selvatico collogiallo. Gli uccelli osservati sono l'Aquila reale, l'Astore, la Poiana, il Germano reale, il Corvo imperiale, la Taccola. La scarsa vegetazione arbustiva e’ rappresentata dal Ginepro nero e dal Fiordistecco. L'accesso all'area protetta e’ vietato ai mezzi a motore come sono vietate la caccia e la pesca. Sono consentiti l'escursionismo, lo sci di fondo e il mountain biking. |
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Valle dell'Orfento e Piana Grande della Maielletta Riserve nazionale Nel cuore del Parco Nazionale della Majella, la riserva e’ un'isola verde posta nella selvaggia valle solcata dal fiume Orfento, ricco di acque popolate di fauna ittica, nel comune di Caramanico Terme. La rigogliosa vegetazione che costeggia l'alveo del fiume e’ costituita dai Salix purpurea, Salix elaeaguos, Salix alba, Angelica sylvestris, Valeriana officinalis, etc. e, piu’ raramente, dalle Felci. Da rilevare le fitte mughete tra le quali trovano rifugi numerosi passeriformi tra cui la Passera scopaiola, il Crociere ed il raro Merlo dal collare. Scendendo di quota si trovano le faggete e, nelle praterie d'altitudine, la Stella alpina dell'Appennino, il Caponero alpino, il Camedrio alpino. Nelle aree piu’ calde vegetano il Leccio, la Boverella, il Carpino nero, l'Acero campestre ed il Maggiociondolo. Nei fondovalle e presso gli stagni crescono specie non comuni di flora nitrofila: Rumex alpinus, Cinoglossum officinale mentre le nicchie rupestri custodiscono delle preziosita’ biologiche endemiche come l'Aquilegia della Majella, il piccolo Erinus alpinus, la Violacciocca d'Italia, la rarissima Efedra nebrodense e la bellissima Peonia pellegrina. Altrettanto ricca la fauna ornitica che comprende lo Sparviero, il Lodolaio, il Falco pellegrino ed il piu’ raro Lanario; il Fringuello alpino, lo Spioncello, la Coturnice; la Ballerina gialla ed il Merlo acquaiolo. Molto interessante la presenza stabile della Lontra nel bacino fluviale. Completano la ricca fauna la Volpe, la Lepre e le Arvicole. Le visite alla riserva, libere ma seguendo itinerari predefiniti per tutte le difficoltà, sono di grande interesse. |
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Feudo Ugni Riserva nazionale Il nome deriva dal latino omnium, cioe’ di tutti, perche’ ai tempi della conquista romana della zona questa parte della valle venne lasciata agli abitanti del luogo. L'area sulla quale si estende la riserva, compresa nel massiccio della Majella, e’ ricca di grotte che in passato hanno offerto rifugio a pastori e briganti. La piu’ famosa e’ la Grotta Nera, formata da due stanze color panna dove stalattiti e stalagmiti si alternano in forme plastiche molli al tatto. Lo strano colore e’ dato dal Latte di monte o Latte di luna, una singolare formazione organica che da’ vita ad una pasta molliccia. La vegetazione varia secondo l'altitudine. Tra i boschi di faggio spiccano altri fiori rari quali il Giglio rosso e il Giglio martagone. Le specie di fiori censite in questa riserva sono ben 1700, delle quali 50 sono fra le specie piu’ rare di Orchidee. I boschi misti sono rappresentati dall'Olmo montano, dal Frassino maggiore, dal Tasso e dall'Agrifoglio. Anche nel patrimonio faunistico non mancano rarita’ da segnalare come, ad esempio, la Vipera di Orsini, presente in Italia solo sull'Appennino centrale. Le specie di uccelli osservate sono 120: tra queste il Falco pellegrino, l'Aquila reale, il Lanario, l'Astore, il Gracchio alpino, etc. Sporadica la presenza dell'Orso bruno marsicano, piu’ regolare invece quella del Lupo appenninico. Presenti anche il Gatto selvatico, la Puzzola, la Martora, la Donnola e il Cervo. Nei piccoli corsi d'acqua vivono l'Ululone dal ventre giallo e la Salamandra pezzata. L'accesso alla riserva e’ vietato a qualsiasi mezzo a motore mentre il turismo escursionistico deve essere praticato lungo i sentieri prefissati. Per l'utilizzo dei rifugi presenti nella riserva (tre, a diverse quote, uno dei quali in una faggeta) e’ necessario rivolgersi all'Azienda di Stato delle Foreste Demaniali di Chieti. |
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Fara S. Martino - Palombaro Riserva nazionale È situata nel cuore della Majella Madre. Di notevole impatto scenico sono le Gole di Fara San Martino, una forra suggestiva larga qualche metro, scavata in passato dall'azione incessante delle acque; nella tradizione popolare si credeva aperta dalla forza delle braccia di San Martino, chiara trasposizione cristiana del mito di Ercole. L'azione erosiva delle acque ha creato il Vallone di Fara, lungo 14 km e con un dislivello di 2400 m. Esso puo’ essere diviso in tre parti: la prima, dall'ingresso fino a Bocca dei Valloni, viene denominata Vallone di S. Spirito per la presenza di un'omonima grotta; la parte centrale, con una grande faggeta, e’ quella di Macchia Lunga; l'ultima, Valle Cannella, termina con un circo glaciale pieno di doline ed inghiottitoi. Parallelo alla Valle di Fara e’ il Vallone del Fossato. Numerose sono le grotte presenti nel territorio della riserva, molte delle quali, in passato, sono state luoghi di culto e rifugio di pastori e briganti. La presenza dell'uomo nell'area oggi protetta risale ad epoche remote tant'e’ che vicino a Capo le Macchie, in un abisso di circa 90 m, sono stati ritrovati importanti reperti archeologici attribuibili all'Eta’ del Bronzo. La flora e’ costituita da oltre 1700 entita’. Nelle zone interne, quando la faggeta viene a contatto con le formazioni di Pino Mugo, si trovano specie poco comuni come la Pyrola chlorantha, la Lonicera nigra e soprattutto la Scarpetta di Venere, la piu’ grande delle orchidee italiane. All'ambiente roccioso e’ legata la presenza dell'Aquila reale, del Falco pellegrino, del Lanario e dell'elegante Picchio muraiolo. Le formazioni di Pino mugo ospitano il Crociere e la Coturnice, simbolo della Riserva. A Fara San Martino e’ in funzione un centro visite e ricerche. |
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Lago di Campotosto Riserva nazionale
Il Lago
artificiale di Campotosto, realizzato per produrre energia elettrica,
e’ il piu’ grande d'Abruzzo. L'omonima Riserva e’ localizzata tra il
Gran Sasso ed i Monti della Laga ed interessa i comuni di Campotosto,
Capitignano e L'Aquila. La ricca flora conferisce al paesaggio aspetti
differenziati. Salici e Bistorta s'incontrano dove l'acqua ristagna
mentre nelle zone piu’ fredde la faggeta ospita esemplari di Tasso.
L'ambiente e’ favorevole anche all'Acero di monte ed al Ciliegio. La
fauna e’ costituita da specie stanziali come la Lepre, il Fagiano, la
Starna e la Volpe. L'ecosistema della riserva e’ favorevole alla sosta
di molti uccelli migratori che arricchiscono ulteriormente l'avifauna
che nidifica sulle rive del lago: il Germano reale, la Folaga, la
Gallinella d'acqua e lo Svasso maggiore. D’inverno, la superficie a
volte completamente ghiacciata del lago offre uno spettacolo maestoso e
inconsueto: i panorami verso il Gran Sasso, il Terminillo e la Laga sono
sempre notevoli. Per l’escursionista il Lago e’ il punto di partenza per
affascinanti itinerari sulle vicende montagne mentre la strada
circumlacuale e’ ottima per interessanti passeggiate in bicicletta e
offre d’inverno - nei due tratti non spazzati dalla neve - inconsueti
percorsi di sci di fondo. |
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Monte Rotondo Riserva nazionale Istituita nel 1982 interessa 5 Comuni: Bussi, Castiglione a Casauria, Popoli, e Tocco nel pescarese; Corfinio nell'aquilano, per un'estensione di 1.452 ettari a cavallo delle ultime propaggini del Gran Sasso e dei primi monti del massiccio del Morrone. Il fiume Pescara percorre la stretta gola che separa le due catene creando le condizioni perche’ il paesaggio vegetale sia decisamente non comune. Boschi di Abete bianco e Abete rosso caratterizzano la zona della Fossa; nella fascia termofila, fino a 900 m, si trovano il Leccio e la Roverella e vegetano specie tipiche della macchia mediterranea come il Siliquastro, l'Ophrjs tenthredinifera, un'orchidea dai colori solari, e la Fillirea. Nella riserva sono presenti alcuni esemplari di Lupo, il Gatto selvatico, il Cinghiale, l'Aquila reale e la Coturnice. Gli allevamenti di Cervi e Caprioli sono condotti dall'Amministrazione delle Foreste Demaniali, anche in funzione di produzione di carni alternative. |
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Lama Bianca Riserve nazionale Confina con la riserva della Valle dell'Orfento. La ricca vegetazione si estende per diversi ettari con alberi di Faggio e Pino mugo nella cui boscaglia crescono varie specie di Genziane. Si incontrano anche il Giglio rosso, il Giglio martagone, la Peonia selvatica e, alle quote piu’ elevate, la Stella alpina appenninica. Il patrimonio animale e’ costituito dall'Orso bruno, dal Lupo, dal Cervo e dal Capriolo. Le attivita’ produttive nella riserva sono limitate alla pastorizia ed al recupero di legname nel taglio di conversione all'alto fusto. Recentemente, nell'ambito del Progetto Astore, sono stati realizzati sentieri natura speciali per i portatori di handicap; l'accesso ai sentieri e alle aree picnic e’ pero’ regolamentato in caso di gruppi numerosi. |
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Quarto Santa Chiara Riserva nazionale Istituita nel 1982 e' oggi compresa nel Parco Nazionale della Majella. E' formata da 485 ettari compresi nel Comune di Palena (CH), tra l'altitudine minima (1073 m) di Fosso Grottignano e quella massima (1729 m.) di Serra Molione. La vegetazione arborea e’ costituita dal Faggio, dall'Acero e dal Carpino bianco, in un paesaggio dove si alternano pascoli a superfici brulle. L'area e’ frequentata da importanti specie faunistiche quali il Lupo appenninico, l'Orso bruno marsicano, il Capriolo, il Cinghiale, la Volpe, la Lepre, la Fama, la Martora e lo Scoiattolo, alle quali si affiancano rapaci come l'Astore, lo Sparviero e la Poiana, ed altri alati come il Gufo comune, la Civetta ed il Barbagianni. Interessante la presenza di uccelli migratori di passo tra cui la Gru, l'Oca selvatica e la Cicogna bianca. La riserva puo’ essere visitata esclusivamente a piedi, lungo i sentieri segnalati e in gruppi limitati di persone accompagnati dal personale addetto. Molto affascinante e’ arrivarci in treno. Bisogna scendere alla stazione di Palena sulla linea ferroviaria Sulmona-Carpinone che attraversa l'intera area protetta. |
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Pineta di Santa Filomena Riserva nazionale Si estende per circa tre chilometri dalla zona nord di Pescara in direzione di Montesilvano. I circa 20 ettari della Pineta si presentano artificialmente popolati di alberi tipici delle pinete litoranee come il Pino d'Aleppo e il Pino domestico, ai margini di essa si rintracciano essenze come il cakileto, l'agropireto e l'ammofileto. Per quanto minacciato dall'inquinamento, l'habitat della pineta resta tra gli ultimi ecosistemi cittadini in grado di attirare gli uccelli migratori come la Rondine di mare, il Mignattino, il Gabbiano reale, il Gabbiano comune e qualche Cormorano. Tra i nidificanti: il Rampichino, la Cinciallegra, la Cinciarella, la Capinera e il Saltimpalo. Nei quasi tre chilometri del suo sviluppo, la pineta alterna zone meglio tenute ad altre piu' degradate: i sentieri per brevi passeggiate sono numerosi e iniziano un po' ovunque. |
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Bosco di Sant'Antonio Riserva regionale
La Riserva del
Bosco di Sant'Antonio, istituita nel 1985, ha un estensione di 550
ettari, ricade nel territorio del Comune di Pescocostanzo ed e' compresa
oggi nel Parco Nazionale della Majella. Racchiudendo in se’ oltre alla
bellezza degli alberi secolari numerose testimonianze storiche,
rappresenta un vero monumento, costruito dalla natura e conservato
dall'uomo nei secoli. La riserva offre suggestivi paesaggi in ogni
stagione dell'anno grazie alle forme e ai colori che assumono gli
antichi Faggi e i maestosi Aceri cui si affiancano il Pero selvatico, il
Tasso, il Cerro e il Ciliegio. Tra la flora ci sono specie protette come
la Genziana maggiore, la Peonia, la Stellina odorosa, l'Erba fragolina,
l'Elleboro e la rarissima Epipactis purpurata, un orchidea conosciuta
solo qui ed in Emilia Romagna. Vario il patrimonio avifaunistico. Si
puo’ osservare il Rampichino, il Picchio muratore, il Picchio verde, la
Tordela, etc. Tra i predatori lo Sparviero e la Poiana. Sfiorato con
tutta probabilita’ dalla Via Minucia romana che collegava Corfinio con
Isernia, a pochi metri dalla strada asfaltata, il Bosco di S. Antonio
merita di essere frequentato in tutte le stagioni. D'inverno, tra i suoi
faggi e nel pianoro sottostante si snoda una delle piu’ belle piste per
sci di fondo abruzzesi; d'estate e’ possibile compiere passeggiate piu’
o meno brevi, oppure sostare al fresco per un piacevole picnic. |
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Valle dell'Orta Riserva regionale La riserva, oggi compresa nel Parco Nazionale della Maiella, si estende su un'area di 378 ettari dagli interessanti aspetti naturalistici e storico-archeologici sul territorio dei comuni di Bolognano, al quale e’ affidata la gestione, e San Valentino in Abruzzo Citeriore, entrambi in provincia di Pescara. Nella zona tutelata si aprono numerose grotte, fra cui la Grotta dei Piccioni e la Grotta Scura, che hanno restituito tracce di antichi insediamenti umani. Le tre specie arboree dominanti sono il Pino nero, il Pino d'Aleppo e il Cipresso, ma l'esperto di botanica potra’ ammirare rare entita’ floristiche come la Coronilla valentina, la Campanula fragilis e le numerose specie di orchidee. Anche la fauna e’ molto ricca. Tra gli anfibi si segnalano l'Ululone dal ventre giallo ed il Rospo smeraldino e tra i rettili il Colubro di Esculapio ed il Cervone. Numerosi gli uccelli. Tra questi il Rondone maggiore e’ stato scelto come simbolo della riserva. Degna di nota la presenza della Lontra nelle acque del Fiume Orta. I periodi migliori per la visita sono la primavera e l'autunno. |
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Monte Genzana Alto Gizio Riserva regionale La Riserva si estende interamente nel territorio di Pettorano sul Gizio (Aq) e riveste una grande importanza in quanto si pone come corridoio di collegamento per gli scambi faunistici tra il Parco Nazionale d'Abruzzo e il Parco Nazionale della Majella. Ha una particolarita' che ne fa un caso unico nel panorama complessivo delle aree protette: la presenza del nucleo storico dell'abitato di Pettorano all'interno del perimetro dell'area tutelata. L'aspetto morfologico mostra una certa "morbidezza" del paesaggio, interrotta solo dai valloni che l'attraversano in piu' punti. Tali incisioni naturali costituiscono gli scenari piu' suggestivi della Riserva stessa: si tratta di profonde valli a "V" di origine tettonica, scavate progressivamente dalle acque di scorrimento dei vari torrenti. La morfologia che ne deriva e' strettamente legata al tipo di materiale che costituisce la zona. E' per questo che le forme ricorrenti sono quelle che derivano dal fenomeno del carsismo. Le testimonianze piu' emblematiche sono senza dubbio quella del Lago (sotto il Monte Mattone), quella del Piano della Grotta ed ancora piu' ad est Le Grotte (nei pressi di C. la Guardiola). Tra le sorgenti la piu' importante e' quella del Gizio, poi sono presenti le sorgenti del Frevana, di Gallese e le sorgenti Pinciara I e Pinciara II. Nella Riserva sono presenti quasi tutti i mammiferi della fauna appenninica con due delle specie indicate di interesse comunitario: l'orso e il lupo. |
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Sorgenti del Pescara Riserva regionale La riserva e’ stata istituita per tutelare le acque sorgive del bacino di Capo Pescara nei pressi di Popoli. La parte di maggiore dimensione e’ costituita da un ampio bacino dove non e’ facile trovare il confine netto tra terra ed acqua e dal quale nasce il tratto fluviale. Nelle acque a decorso lento si trovano la Brasca della laguna, il Ceratofillo sommerso e la Peste d'acqua. Negli ambienti piu’ palustri vivono la Lenticchia d'acqua spatolata e l'Erba vescica, ma la piu’ diffusa e’ la Cannuccia di palude. Sulle sponde si osservano la Tifa maggiore e il Carice di sponda e, in aprile-maggio, fiorisce il Giaggiolo acquatico. Fanno cornice al bacino i Salici bianchi ed i Pioppi neri. Tra gli arbusti sono diffusi fu si il Sambuco nero e la Rosa selvatica. Nel canneto nidificano il Porciglione, la Gallinella d'acqua e la Folaga, simbolo della riserva. Nel periodo delle migrazioni si vedono la Marzaiola, il Fischione ed il Codone. Presenti anche l'Airone cenerino e il raro Airone rosso. Alle specie piu’ comuni di uccelli si aggiunge la presenza del Falco pescatore, della Cicogna bianca e del Gufo di palude. Tra gli anfibi si trovano la Salamandra appenninica e il Tritone italiano; tra i rettili il Biacco e l'Orbettino. La fauna ittica e’ dominata dalla Trota fario alla quale si aggiungono la Lampreda di ruscello ed il Gambero di fiume. |
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Zompo lo Schioppo Riserva regionale Alta un'ottantina di metri, la cascata di Zompo Lo Schioppo e’ la piu’ spettacolare d'Abruzzo. Si trova sui Monti Ernici, all'estremita’ occidentale della regione, ai piedi delle bellissime faggete del Viglio, del Crepacuore e delle cime vicine, nel comune di Morino (Aq). Il territorio, di natura calcarea, e’ ricco di doline ed inghiottitoi. Le acque imprigionate riappaiono in superficie come sorgenti tra cui quelle dello Schioppo che danno origine alla cascata dello Zompo (salto, in dialetto). Oltre che dai faggi, il bosco e’ formato da Roverella, Tasso, Acero, Sorbo e Nocciolo. Piu’ in alto sono estesi popolamenti di Ginepro e praterie dove spiccano belle fioriture di Giglio rosso, Giglio martagone, Aquilegia e di varie specie di orchidee selvatiche fra cui le rarissime Orchis spitzelii e Orchis pallens. In basso, a poca distanza dalla cascata, le rocce piu’ assolate della riserva ospitano Lecci, Corbezzoli e altre specie della macchia mediterranea. Oltre che dal Lupo e forse dall'Orso, la fauna e’ caratterizzata dallo Sparviero, dal Rampichino e dal Merlo acquaiolo, comune nella zona ai piedi della cascata. Nei torrenti vivono la Trota e l'elegante Salamandrina dagli occhiali. La riserva merita di essere visitata soprattutto a primavera, quando la portata della cascata e’ piu’ forte e le faggete d'intorno formano un ovattato e suggestivo tappeto verde. La portata delle acque e’ discreta anche a cavallo tra l'autunno e l'inverno, mentre in piena estate la cascata si riduce ad un esile rivolo o si prosciuga del tutto. |
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Grotte di Pietrasecca Riserva regionale La riserva, nata nel 1992, e’ circoscritta nell'area dei Monti Carseolani e in quelle limitrofe, nel comune di Carsoli (AQ); la sua estensione e’ di 110 ettari circa. In questa area carsica di rara bellezza si trova la Grotta Grande del Cervo che deve la sua importanza al ritrovamento nel suo interno delle ossa di un cervo di notevole interesse paleontologico e di monete romane del IV-V sec. d.C. Di notevole interesse idrogeologico risulta, invece, la Grotta dell'Ovito, inghiottitoio naturale che raccoglie le acque del bacino omonimo per restituirle dopo 1300 m. come sorgente. Estesa per oltre 1000 ettari, la riserva merita di essere visitata soprattutto a primavera, quando la portata della cascata e’ piu’ forte e le faggete d'intorno formano un ovattato e suggestivo tappeto verde. La portata delle acque e’ discreta anche a cavallo tra l'autunno e l'inverno, mentre in piena estate la cascata si riduce ad un esile rivolo o si prosciuga del tutto. D'estate e nelle prime settimane d'autunno e’ la fresca faggeta alle spalle della cascata a costituire il motivo piu’ importante per le visite alla zona che, solo guidate, possono essere effettuate tutto l'anno. |
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Lago di Penne - Oasi Wwf Riserva regionale Si estende per 150 ettari nel territorio comunale di Penne, antica citta’ vestina dove la storia e l'arte si fondono con la natura circostante. Il lago di Penne si trova tra il Gran Sasso e la Majella. e’ un lago artificiale costruito nel restringimento della valle del Fiume Tavo ed e’ uno dei pochi in Abruzzo ad offrire un ambiente ideale ad ospitare uccelli acquatici. Tra le attrezzature della Riserva un Centro di educazione ambientale nel quale si organizzano campi studi per i ragazzi, un sentiero natura con capanni d'osservazione dell'avifauna, un Centro per gli animali feriti, un laboratorio artigianale e un orto botanico. Nel Museo naturalistico, dotato di tutte le strutture necessarie ad illustrare la natura e l'ambiente del lago, un grande diorama rappresenta la campagna ed il Fiume Tavo negli anni '50 mentre due acquari ricostruiscono l'ambiente faunistico del fiume e del lago. Il lago di Penne si trova nell'ambiente collinare dei querceti. La Roverella, il Carpino nero, l'Orniello e l'Acero campestre sono i testimoni degli antichi boschi. Le sponde del fiume sono occupate dai Salici, quelle del lago anche dai Pioppi. La vegetazione sommersa comprende le Alghe verdi, il Sedano d'acqua ed il Crescione. Una fauna abbondante vive nel lago e nelle sue vicinanze. Simbolo della Riserva e’ la Nitticora, un airone che giunge in primavera in Italia e riparte alla fine dell'estate per svernare nell'Africa equatoriale. |
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Castel Cerreto Riserva regionale Istituita nel 1991, la riserva di 6,25 ettari e’ situata nel comune di Penna S. Andrea in provincia di Teramo. In essa sono stati realizzati percorsi sentieristici con aree di sosta e pannelli descrittivi delle specie arboree. Alcuni sentieri conducono nelle aree piu’ importanti della cerreta: ad un cerro secolare o nella zona dello stagno. Nel bosco della Riserva vegetano il Cerro, il Carpino Nero, l'Acero campestre, il Maggiociondolo. La presenza degli stagni favorisce la crescita del Salice bianco, del Salice da ceste, del Pioppo bianco e di specie erbacee come la Tifa e la Cannuccia di palude. La fauna e’ tipica dell'ambiente collinare. Tra gli uccelli nidificano il Codibugnolo, la Cinciarella, il Picchio verde, il Picchio muratore. Tra i cespugli si possono osservare lo Scricciolo, il Lui piccolo, l'Usignolo ed il Merlo. Tra i rapaci si segnalano: la Poiana, lo Sparviero, il Gheppio tra le specie diurne; l’Allocco, l'Assiolo e la Civetta tra quelle notturne. |
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Calanchi di Atri Riserva regionale Celebre per il suo Duomo, Atri si affaccia su uno spettacolare anfiteatro di calanchi, protetti dal 1995 da una riserva naturale di 350 ettari. La vegetazione include molte specie tipiche di climi desertici. I periodi migliori per la visita sono la primavera e l'autunno. |
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Voltigno e Valle d'Angri Riserva regionale Tra i versanti aquilano e pescarese del Gran Sasso, e' oggi compresa nel Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga. Cuore della Riserva sono l'altopiano del Voltigno e il Vallone d'Angri. Il periodo migliore per la visita va dalla primavera all'autunno: sono presenti numerosi aceri che in autunno esplodono di colori. Nel Canalone di Fonno si trovano il Tiglio, il Tasso, il Frassino ed il Carniolo. Nelle radure compaiono esemplari di Sorbo e Biancospino. Interessante il patrimonio floristico che comprende la Genziana maggiore, L’Anemone dell'Appennino, il Narcissus poeticus e la Gymnadenia conopsea, un'orchidea spontanea. Al patrimonio vegetale si aggiunge una ricca presenza faunistica. Da segnalare: il Capriolo, il Lupo, la Faina, la Donnola e lo Scoiattolo. Numerosi i rapaci: l'Aquila reale, il Falco pellegrino, la Poiana. Offre varie possibilita’ ricreative: dallo sci di fondo all'escursionismo; dal deltaplano e parapendio alle palestre di roccia e al bird-watching. |
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Lago di Serranella Riservaregionae Oasi Wwf Ai piedi della Majella, questo bacino nei Comuni di Altino, Casoli e Sant'Eusanio del Sangro e' protetto dal 1990 da una riserva naturale di 300 ettari (piu' 200 di fascia di rispetto) e ospita l'airone bianco maggiore, la cicogna nera e il fenicottero. Il periodo migliore per la visita va dall'autunno alla primavera. |
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Valle del Foro Riserva regionale La Riserva e’ caratterizzata dalla presenza di un'estesa faggeta che ospita anche alberi di Acero, Sorbo, Tiglio ed Olmo montano. In primavera il sottobosco e’ coperto da fioriture di Corydalis solida, Bucaneve, Scilla, Erba trinita’ nonche’ da numerose specie di piante cosiddette inferiori come Felci, Muschi e Licheni. La Cincia mora, la Cincia bigia, la Cinciallegra il Lui verde sono solo alcuni dei numerosi gli uccelli che trovano rifugio e nutrimento nella faggeta. Interessante la presenza nelle radure del Picchio dalmatino o di Lilford, rarissima specie che con la sua presenza conferma l'integrita’ di queste formazioni forestali. Tra i rapaci nidificano la Poiana, l'Astore e soprattutto il raro e grande Gufo reale. I mammiferi sono rappresentati dalla Volpe, dalla Martora, dallo Scoiattolo e dal Capriolo. |
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Abetina di Rosello Riserva regionale Oasi del Wwf Istituita nel 1992 nei Comuni di Rosello e Agnone (quest'ultimo in provincia di Isernia) si trova intorno ai mille metri di quota, sul confine con il Molise, in una zona altrove arida e desolata anche a causa del carico enorme di bestiame al pascolo che il territorio ha dovuto sopportare in passato: e’ il verde bosco di abeti di Rosello in provincia di Chieti. Traversato dal torrente Turcano (un affluente del Sangro), il bosco e’ costituito in buona parte da Abete bianco, cui si affiancano il Faggio, il Tasso, il Tiglio, il Cerro, il Nocciolo e il raro Acero di Lobelius che qui raggiunge il limite settentrionale del suo areale di distribuzione. Bello e ricco anche il sottobosco nel quale spiccano l'Agrifoglio e il Pungitopo. Le fioriture includono il Croco, la Scilla, il Giglio martagone, e numerose orchidee selvatiche tra cui la rarissima Epipactis purpurata. Nel bosco, oltre alle tracce della Martora, del Lupo e dell'elusivo Gatto selvatico, e’ possibile osservare il volo dei rapaci piu’ legati ai boschi come l'Astore, il Falco pecchiaiolo e lo Sparviero; ascoltare il richiamo dell'Allocco e del Gufo comune; imbattersi in specie eleganti anche se piu’ comuni come la Ghiandaia, il Colombaccio e la Tordela. Numerosi anche gli anfibi, tra cui spiccano la Rana italica, la Rana dalmatina, la Salamandrina dagli occhiali e la rara Salamandra pezzata. |
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Majella Orientale Oasi Wwf Riserva regionale Istituita nel 1991, presenta ambienti diversi: dalla querceta alla faggeta, dagli arbusti ai pascoli d'alta quota. Numerose le grotte dovute al fenomeno carsico, tra cui la Grotta del Bue e dell'Asino e la piu’ nota Grotta del Cavallone, che si apre a 1475 m di quota lungo i costoni della Valle di Taranta, tra le piu’ note cavita’ calcaree dell'Italia Centrale. 'Nel silenzio della montagna dall’ampia bocca si discopriranno i pascoli verdi, i giochi nevati e le nuvole erranti", cosi’ la descrive D'Annunzio nella tragedia La Figlia di Iorio. Nelle varie "sale" aperte al pubblico nel periodo estivo, si susseguono scenari di grande suggestione. Ci sono il Lupo appenninico ed il Camoscio tra i mammiferi; l'Aquila reale, la Coturnice, il Falco pellegrino, il Lanario e l'Astore tra l'avifauna. Un discorso a parte merita il Camoscio d'Abruzzo che, oltre ad essere il simbolo della Riserva, e’ il protagonista di uno dei progetti di conservazione piu’ importanti effettuati in Italia. Numerose le testimonianze storiche che si possono osservare, come i ruderi di un villaggio neolitico, dove sono stati rinvenuti i resti di un individuo, vissuto circa 8000 anni fa e noto come Uomo della Majella. |
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Gole del Sagittario Riserva regionale Oasi del Wwf L'Oasi, nata nel 1991 ed estesa su 450 ettari tra i 500 e i 1500 metri di quota in territorio di Anversa degli Abruzzi in provincia di L'Aquila, e’ senz'altro la piu’ spettacolare tra quelle istituite dal WWF in Abruzzo. Per simbolo ha il Picchio muraiolo, splendido uccello che e’ facile avvistare in varie parti dell'area protetta. L'avifauna include anche l'Aquila reale, il Falco Pellegrino, il Gracchio corallino, il Merlo acquaiolo e la Ballerina gialla; nella zona sono numerose le segnalazioni del Lupo, dell'Orso e del Cervo. L'Oasi include ambienti molto diversi tra loro come le pareti verticali delle Gole del Sagittario e il freschissimo bosco intorno alla grande polla delle sorgenti del Cavuto attrezzata ad area picnic. Qui, recuperando un vecchio mulino, e’ stato realizzato un Museo dedicato interamente alla flora e alla fauna delle Gole. Intorno al Museo e all'area picnic c'e’ un Orto botanico e un arboreto con scopi, oltre che didattici, di protezione delle varieta’ locali di piante da frutto in via d'estinzione. Numerosi i sentieri segnalati di difficolta’ diversa; in fase di realizzazione e’ il Sentiero dei cinque sensi che, appositamente attrezzato, consentira’ l'accesso anche ai disabili mentre l'uso di cartelli in braille permettera’ ai non vedenti di conoscere l'area e l'orto botanico. |
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Punta d'Erce (o Punta Aderci) Riserva regionale Istituita nel 1998, questa Riserva di 285 ettari tutela il litorale roccioso tra Vasto e Casalbordino. La zona, di grande interesse botanico e geologico, offre ottime possibilita' agli appassionati di birdwatching. La primavera e' la stagione piu' interessante, d'estate la zona e' splendida per bagni e immersioni. |
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Sorgenti sulfuree del Lavino Parcoterritoriale Il parco e’ situato a pochi chilometri da Scafa dove il piccolo torrente di montagna proveniente dal settore sud-occidentale della Majella diventa il Fiume Lavino e nei pressi di Decontra riceve le acque sulfuree delle omonime sorgenti. Il complesso delle risorgenze delle acque sulfuree e’ molto suggestivo grazie ai laghetti azzurro-turchese per la presenza di solfati disciolti. Il paesaggio circostante e’ agricolo mentre Salici e Pioppi delimitano la zona d'acqua contornata da Tife, Giunchi e Cannucce. Le alghe colorano il fondo dei laghetti con le due diverse tonalita’ dell'azzurro e del verde. Risalendo il corso d'acqua si incontrano la Roverella e l'Orniello. In qualche altro settore si trova l'Acero campestre, il Carpino, la Robinia e il Biancospino. La Ginestra, i Ciclamini e le Pervinche colorano il sottofondo dei boschetti. A contatto con l'acqua vivono la Gallinella d'acqua, l'Usignolo di fiume, la Ballerina gialla e il Martin pescatore. Nelle aree agricole si ascoltano i versi di Capinere, Scriccioli, Lui, Sterpazzoline, Verzellini e Cardellini. Si aggirano di notte, invisibili, la Donnola, la Faina, il Tasso e la Volpe. Piu’ a valle e’ possibile osservare un vecchio mulino con le sue macine ancora funzionanti. |
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Fiume Fiumetto Parco territoriale L'area protetta, di 84 ettari, e’ stata istituita nel 1990 dalla Regione Abruzzo sull'area protetta del fiume Fiumetto a partire dal torrente Sarra alla confluenza con il Fosso S. Paolo, in comune di Colledara (Te). Il torrente e’ alimentato da alcuni fossi, da uno dei quali si formano piccole e suggestive cascate. Le specie arbustive presenti nel Parco Territoriale sono la Fusaggine, il Sanguinello ed il Prugnolo. Tra la vegetazione arborea si annoverano vane specie di Salici, Pioppi, Roverella e Farnia. Tra i mammiferi si trova la Volpe ed il Tasso. Piu’ numerosi gli uccelli: Picchio verde, Rampichino, Fringuello, Ballerina bianca. |
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Parco territoriale attrezzato dell'Annunziata Istituito nel 1991, e' localizzato a meno di 1 km dal centro abitato di Orsogna e si estende per 50 ettari circa. Nella valle protetta scorre un piccolo corso d'acqua affluente del torrente Venna che poi confluisce nel fiume Foro. Il torrente forma piccole cascate e pozze d'acqua nelle quali vive il raro Granchio di fiume. Nei terreni del Parco la vegetazione arbustiva e’ costituita da Ginepri, Prugnoli, Rosa canina e Sanguinello. I querceti, formati da Roverella, Olmo campestre, Cerro e Nocciolo, hanno un ricco sottobosco con Ciclamini, Primule, Anemoni, Erba trinita’ e Pungitopo. Tra gli uccelli si incontrano la Ballerina gialla, lo Scricciolo, il Merlo, il Picchio verde e la Poiana; tra i mammiferi la Volpe e la Faina. Da rilevare la probabile presenza dell'Istrice. |
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Parco territoriale di Citta' Sant'Angelo con annesso orto botanico L'area protetta istituita nel 1990, di circa 10 ettari, e' posta nelle prossimita’ del fiume Fino e presenta una densa foresta ripariale di fondovalle composta da Pioppo nero, Pioppo bianco, Roverella, Robinia, Olmo e Salice Bianco. Le specie arbustive annoverano il Sambuco, il Tamaro, il Biancospino, il Sanguinello, e il Nocciolo. Nell’area dell’Orto Botanico sono state rinvenute oltre 200 specie di vegetali. |
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Sorgenti del Vera Parco territoriale E' formato da una superficie di 30 ettari nei pressi di Tempera nel comune di L'Aquila.Nelle limpide acque delle sorgenti del Vera e' stato scoperto, dal Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo dell'Universita' di Roma, un nuovo Plecottero del genere Tacniopteryx. Nel Parco sono presenti Pioppi e Salici con cespugli di Biancospino e Prugnolo. Gli uccelli che si possono trovare sono la Ballerina Bianca, la Ballerina Gialla, il Rampichino, il Pigliamosche e il Picchio Verde. Tra i mammiferi la Faina e la Volpe. |
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Riserva Integrata della Camosciara - Parco nazionale d’Abruzzo
La Riserva integrale della Camosciara è uno dei luoghi più incantevoli e incontaminati dell'intera regione. Si trova nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, in territorio di Civitella Alfedena, e rappresenta la zona di maggior interesse paesaggistico e naturalistico del Parco più antico d'Italia. Il lussureggiante gruppo montuoso, dall'aspetto dolomitico, è ricco di ruscelli, torrenti, cascate, grotte e canyons. Gli immensi boschi sono caratterizzati in prevalenza da faggi secolari, cerri e roverelle. Questo paradiso è anche l'habitat ideale dei principali rappresentanti della grande fauna dei tre Parchi Nazionali abruzzesi: il Camoscio d'Abruzzo (Rupricapra Ornata, sottospecie autoctona della Rupricapra Rupricapra, considerata la più bella del mondo), il Lupo appenninico (Canis Lupus Italicus), l'Orso Bruno Marsicano (Ursus arctos marsicanus), simbolo del Parco, l'Aquila reale, il Cervo, il Daino, e molte altre specie minori.
Un ricco calendario escursionistico offre la possibilità, agli amanti della natura, di visitare anche le zone più inaccessibili di questo meraviglioso angolo d'Abruzzo. |
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Parco
Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
una delle aree
protette più estese e preziose d’Europa. Qui i prodigiosi tesori della
natura convivono da millenni con un rilevante patrimonio culturale. Borghi
antichi, siti archeologici, castelli, santuari, abbazie, chiesette rupestri,
eremi e grotte costellano i sorprendenti paesaggi montani del Parco, una
natura eccezionalmente ricca di foreste, sorgenti, cascate, praterie,
altopiani, vertiginose creste e impressionanti pareti rocciose. È un’immensa
risorsa, fatta anche di artigianato, produzioni tipiche, enogastronomia e
folklore, da tutelare e valorizzare. Invitiamo a visitare gli ambienti
naturali e i paesaggi più caratterizzanti del Parco, attraverso insoliti
percorsi nella natura alla scoperta dei luoghi più magici e meglio
conservati. Il cuore del Gran Sasso è fatto di cime e pareti. Il Corno
Grande e le vette vicine offrono a chi le osserva e a chi le sale atmosfere
e paesaggi dolomitici. Disposte a ferro di cavallo intorno al piccolo
ghiacciaio del Calderone – unico dell’Appennino e più meridionale d’Europa –
le quattro cime del Corno Grande (la più alta è l’Occidentale, che raggiunge
i 2912 metri) sono le più elevate del Parco e della catena che unisce lo
Stretto di Messina alla Liguria. Il Monte Gorzano, il Pizzo di Moscio, il
Pizzo di Sevo e le altre vette più elevate della Laga sorvegliano questi
boschi dall’alto, e possono essere raggiunte solo al termine di lunghe e
faticose camminate. Dei sentieri meno ripidi conducono alle cascate della
Morricana, della Cavata e dell’alta valle del Tordino, che le acque del
disgelo rendono spettacolari e poderose a primavera. Chi si avvicina
camminando a questi salti sente il rumore dell’acqua ben prima di trovarsi
davanti alla cascata. |
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