Siti ArcheologiciAlle aree archeologiche di Amiternum, Alba Fucens, Campovalano, Juvanum e Alfedena si affiancano gli straordinari centri storici di L’Aquila, Teramo, Atri e Sulmona, complessi monumentali come la Fortezza di Civitella del Tronto, e una ricca scelta di musei.
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Alba Fucens Tra il Velino e il Fucino, un’altura a mille metri di quota ospita i resti della piu' importante citta' romana d’Abruzzo, edificata nel 303 a.C. nel territorio degli Equi. Particolarmente interessanti i resti della Basilica, dell’Anfiteatro e delle Terme. Imponenti anche le mura megalitiche del periodo italico. Edificata sui resti del tempio di Apollo, la chiesa di S. Pietro (del secolo XII) domina le rovine antiche, e conserva una iconostasi e un ambone cosmateschi. |
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Bolognano La grotta dei Piccioni, nelle gole dell’Orta, e' stata utilizzata come luogo di culto dal neolitico all’età del ferro. Fra le tante che costellano le sue pendici, la Majella custodisce una grotta che piu’ di ogni altra ha il potere di trasportare il visitatore in una dimensione di contatto assoluto col Tempo, col trascorrere delle vicende umane: e’ la Grotta dei Piccioni, presso Bolognano. Le prime tracce dell'uomo, nella Grotta dei Piccioni, risalgono a 6500 anni or sono. Cio’ che la grotta offre e’ tuttavia unico, per la particolarita’ ed il fascino delle testimonianze che conserva: essa, infatti, non era - per cosi’ dire - l’«abitazione» delle antiche popolazioni neolitiche, che vivevano in villaggi di capanne, organizzati in tribu’; non era un rifugio temporaneo per la caccia, per loro che erano gia’ agricoltori, che conservavano le semenze, che conoscevano l'arte della ceramica: era, invece, un santuario. Infatti, all'interno della grotta, in una fossetta, e’ ancora oggi visibile un mucchietto di piccole ossa: secondo gli archeologi sono i resti di un bambino di circa dieci anni, sacrificato 6500 anni fa nel corso di un rito sacro in onore della dea Terra |
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Bomba A monte del paese sono le mura megalitiche della città frentana di Pallanum |
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Campli La piana di Campovalano ha ospitato, tra i secoli X e V a.C., una importante necropoli dell’eta' del ferro. Alcune delle 600 sepolture scavate sono visibili, mentre i corredi (che includono vasi, spade e monili) sono al Museo Archeologico di Campli. In centro sono le chiese trecentesche di S. Francesco e di S. Maria in Platea. La facciata della seconda e' stata rifatta nel 1793. Il Palazzo del Comune risale al secolo XIV. Nella frazione di Castelnuovo sono i resti di mura del Trecento. Sulla piana di Campovalano e' la chiesa di S. Pietro (secolo XII). |
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Civitella del Tronto Resa celebre dall’assedio del 1860-61, la fortezza e' stata costruita a partire dal Medioevo. I bastioni, le caserme e i resti del palazzo del Governatore e della chiesa hanno pero' un aspetto prevalentemente settecentesco. |
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Corfinio Nota per i due imponenti sepolcri romani nei pressi della basilica di San Pelino, l’antica Corfinium conserva ampi tratti della citta' antica. Tra questi il Teatro, l’Anfiteatro e le Terme. L’imponente Basilica Valvense (o di S. Pelino) risale all’Alto Medioevo ed e' stata rifatta nel secolo XII. Conserva uno splendido ambone e importanti affreschi. La Passio Sancti Pelini, contenuta in un codice membranaceo del IX-X secolo, narra, oltre alla vita e il martirio del Santo che, originario di Durazzo e discepolo di San Basilio, fu vescovo di Brindisi, anche la leggenda di fondazione della cattedrale che sarebbe stata innalzata nel IV secolo, per voto dei corfiniesi che, liberati miracolosamente dall'assedio di Nicostrato e Pardo, edificarono un tempio nel luogo dove era stato rinvenuto il corpo del Santo martire. Probabilmente la cattedra valvense, che non e’ riferita a una citta’ ma a un territorio, risale a epoca longobarda, in considerazione del fatto che il toponimo deriva dalla voce "balma" che indica una zona di pertinenza, immediatamente contrapposta alla Valle Peligna. Il complesso architettonico valvense e’ costituito da due corpi di fabbrica distinti e comunicanti: il Mausoleo di Sant'Alessandro Papa e la Cattedrale di San Pelino. |
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Juvanum A quota mille, tra le valli dell’Aventino e del Sangro, sono i resti di questa citta' dei Frentani ricostruita al tempo di Roma e abitata fino all’alto Medioevo. Particolarmente interessanti il Foro, la basilica, due piccoli templi e il piccolo Teatro. |
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Ripe All’imbocco della gola del Salinello, il romitorio di grotta Sant’Angelo e' stato utilizzato come luogo di culto dal neolitico all’età romana. Con la diffusione del cristianesimo, ad Ercole - nel ruolo di divinita’ prediletta dal mondo pastorale centro-meridionale - subentro’ l'Arcangelo Michele. Nella devozione popolare, egli fu rappresentato come un giovane santo-guerriero, uccisore del dragone, cioe’ debellatore delle forze maligne. In sostanza, dunque, anch'egli un eroe cultuale come l'Ercole precristiano. La strettissima analogia iconografica che collega le due divinita’ dimostra come nella religiosita’ popolare abruzzese il culto di Ercole si sia conservato pressoche’ intatto, semplicemente subentrando nella nuova cornice rituale cristiana, e trasferendo sull'Arcangelo Michele gli attributi propri della divinita’ precedente. In Abruzzo, le grotte dedicate al culto di S. Michele Arcangelo, o S. Angelo, sono decine, disseminate lungo tutta la dorsale appenninica. Questa grande diffusione che il culto dell'Arcangelo consegui’ nella regione fu certamente sostenuta dal carattere di continuita’ che esso realizzo’ con i precedenti riti in grotta pagani. Non a caso, infatti, esso subentro’ in molte grotte che la tradizione popolare gia’ segnava come "sacre" perche’ legate a culti precedenti. Testimonianze di riti di fecondita’, di adorazione delle rocce e delle acque, e - come nel caso della importantissima e quanto mai suggestiva Grotta S. Angelo di Ripe di Civitella del Tronto - anche tracce di sacrifici umani e di cannibalismo rituale documentano la persistenza ininterrotta per migliaia di anni delle funzioni religiose e rituali di tali ambienti, in un quadro di continuita’ cultuale grandioso, misterioso ed affascinante. |